La storia da non dimenticare: doppio incontro con Piero Terracina

“Mi fa molto piacere vedere così tanti giovani. E’ proprio a loro che vanno raccontatterracina-leggerae le cose che vi sto per dire, per trasmettere la memoria di un capitolo tremendo della storia che non va assolutamente dimenticato. Purtroppo ora dovrò raccontarvi l’inferno”.
Con queste parole Piero Terracina, sopravvisuto al campo di concentramento di Auschwitz, ha iniziato il suo incontro con la cittadinanza, presso l’oratorio di Porto Potenza. E con le stesse parole, la mattina successiva, si è presentato alle scuole, presso il Centro Culturale “Ferdinando Scarfiotti”. La doppia iniziativa è stata

organizzata dal Comune di Potenza Picena, dalla sezione ANPI di Potenza Picena e dall’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea “M.Morbiducci”  di Macerata.
Piero Terracina, 83 anni, nel 1944 venne deportato con tutta la famiglia in un treno di prigionieri italiani di origine ebraica. Ancora adolescente, fu l’unico a fare ritorno in Italia degli 8 componenti della sua famiglia. La testimonianza di quanto accaduto prima, durante e dopo il suo rientro da Auschwitz ha commosso la platea di cittadini e quella delle scolaresche e in entrambe le situazioni ne è seguito un partecipato dibattito.
“La sua presenza qui con noi – ha detto il Sindaco Sergio Paolucci a Piero Terracina, ringraziandolo per essere intervenuto – è testimonianza diretta di a che punto può arrivare la negazione di ogni diritto e la ferocia umana verso i propri simili. Siamo tutti chiamati a un impegno diffuso affinché i valori della pace, del rispetto reciproco, della convivenza civile e della solidarietà possano sempre prevalere”.
“Dobbiamo fare in modo che il passato di alcuni non diventi il futuro di altri – ha detto l’Assessore alle Politiche Sociali e Scolastiche Giancarla Benedetti – e a tal proposito è fondamentale trasmettere la conoscenza ai giovani”.
“Non dobbiamo pensare – ha detto Annalisa Cegna, dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea – che l’olocausto sia stato qualcosa di lontano. La nostra stessa provincia di Macerata è stata interessata da ben 23 centri di internamento libero da dove centinaia di ebrei vennero trasferiti ad Auschwitz”.

Contenuto inserito il 29/02/2012

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Autore Addetto Stampa

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